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SIMEST – Transizione ditigale ed ecologica

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Bandi Regionali e Nazionali
Marzo 10, 2025

Transizione ditigale ed ecologica

Periodo di apertura  27 luglio 2023 – Esaurimento
Beneficiari
  • PMI
  • Grandi imprese
Tipo di agevolazioni
  • Finanziamento agevolato
  • Contributo a fondo perduto (max. 20% in casi tassativi)
Intensità dell’agevolazione 100%
Investimenti/costi ammissibili
  • Spese per la transizione digitale (anche in Italia)
  • Spese per transizione ecologica
  • Investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale
  • Verifiche di conformità
  • Presentazione e gestione della domanda di accesso ai benefici
Regime di Aiuto De Minimis
Procedura di accesso Valutativa a sportello

Quali sono le finalità?

L’intervento agevolativo sostiene la realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica in misura pari al 50% dell’importo deliberato.

Per la restante parte sono ammessi anche ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale, purché risultino nell’attivo patrimoniale con separata evidenza in nota integrativa oppure asseverati da un soggetto indipendente iscritto al Registro dei Revisori Contabili.

La quota parte di investimento dedicata al rafforzamento patrimoniale può essere pari fino al 50% e può altresì comprendere anche finanziamenti fino a un massimo di 600.000 euro finalizzati agli incrementi di capitale sociale

delle controllate, anche estere, dell’Impresa Richiedente e ai finanziamenti soci (anche finalizzati alla costituzione di Joint Venture con partner locali).

In deroga a quanto stabilito, la quota riservata agli interventi di rafforzamento patrimoniale è incrementata come segue:

  • 70%, a condizione che il soggetto beneficiario in fase di rendicontazione fornisca evidenza di (i) un incremento dei costi energetici pari ad almeno il 100% relativi agli ultimi due esercizi precedenti alla presentazione, (ii) fatturato export pari al 20% in fase di fase di presentazione della domanda.
  • 80% dell’importo deliberato per le Imprese con Interessi nei Balcani Occidentali;
  • 90% dell’importo deliberato per le Imprese con unità locali o sedi operative localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023;
  • 90% dell’importo deliberato per le Imprese Energivore o le Imprese che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico, che potranno destinare tale importo, o quota parte dello stesso, fino a un massimo di € 800.000, anche alla realizzazione di incrementi di capitale sociale delle proprie controllate e all’erogazione del finanziamento soci.

Dal 25 marzo 2025 al 31 dicembre 2026 le imprese energivore o che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico possono richiedere un contributo a fondo perduto fino al 20% dell’importo dell’intervento agevolato. Il limite massimo del contributo è fissato al minor valore tra 200.000 euro e il limite del plafond de Minimis disponibile.

A chi è rivolto?

Possono presentare domanda le PMI e le altre imprese, anche non PMI.

Ai fini di ammissibilità, i soggetti beneficiari devono avere sede legale e operativa in Italia, regolarmente costituite, iscritte nel Registro delle imprese, in stato di attività, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, in regola con le pertinenti disposizioni in materia ambientale, di lavoro, sicurezza e aiuti di Stato. Le imprese devono essere conformi agli obblighi contributivi come risultanti dal DURC, non essere inadempimenti ad altre obbligazioni nei confronti di Simest, non in stato fallimento o altra procedura concorsuale.

Le imprese devono, altresì, aver depositato almeno due bilanci riferiti ad esercizi finanziari completi, approvati o per i quali siano scaduti i termini di deposito, avere scoring di merito creditizio da 1 a 10 e non devono essere in difficoltà.

Infine, le imprese devono avere un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio oppure in alternativa essere una PMI con codice ATECO produttivo, aventi fatturato export pari al 3% dell’ultimo bilancio e facenti parte di una filiera produttiva di almeno 3 imprese clienti.

Particolare attenzione è riservata alle imprese energivore o che hanno intrapreso comprovati percorsi certificati di incremento dell’efficienza energetica, alle quali è riconosciuto un co-finanziamento a fondo perduto in forma maggiorata fino al 20%.

Sono a forte consumo di energia elettrica le imprese che rientrano nell’elenco annuale effettuato sulla base dei criteri di cui all’art. 3 del D.L. n. 131/2023 e s.m.i. Ai fini dei percorsi certificati di incremento dell’efficienza energetica, sono prese in considerazione le imprese che:

  1. hanno ottenuto almeno una delle seguenti certificazioni, in corso di validità, ISO 50001, ISO 14064-1, ISO 14064-2, ISO 14068;
  2. hanno una diagnosi energetica – se non già obbligate – in corso di validità svolta secondo la normativa tecnica UNI CEI EN 16247 – in tutte le sue parti – e coerente con le disposizioni del D.Lgs 102/2014 e s.m.i..

Al fine dei requisiti di accesso, tali imprese devono possedere un fatturato export pari ad almeno il 3% dell’ultimo bilancio.

La documentazione attestante il soddisfacimento di almeno uno dei suddetti requisiti dovrà essere caricata tramite Portale di Simest dall’Impresa Richiedente unitamente alla Domanda.

Quali sono i settori esclusi?

Sono escluse le imprese con attività non ammesse al sostegno di InvestEU, attive nel settore bancario, finanziario, assicurativo, attive in via prevalente nei settori della agricoltura, pesca e acquacoltura, dedite alla produzione di carne non di volatili e dei prodotti della macellazione e/o alla produzione di carne di volatili e dei prodotti della macellazione, destinatarie di sanzioni o misure restrittive.

Quali agevolazioni offre?

Le agevolazioni sono erogate sotto forma di finanziamento agevolato più un co-finanziamento sotto forma di contributo a fondo perduto in misura non superiore al 10% dell’importo del finanziamento e riconosciuto entro un limite massimo di 100.000 euro e in conformità al Regolamento UE n. 1407/2013 “de minimis”.

In ogni caso, l’esposizione complessiva dell’impresa richiedente verso il Fondo 394/81 non può essere superiore al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci.

Il finanziamento ha durata di 6 anni di cui due di preammortamento (più eventuali 6 mesi a titolo di estensione) e tasso d’interesse agevolato fisso pari al 10%, 50% o 80% del tasso di riferimento. Il rimborso del Finanziamento avviene in 7/8 rate semestrali posticipate a capitale costante.

L’impresa beneficiaria ha facoltà di estinguere il finanziamento in via anticipata secondo le modalità previste dal Contratto ma non prima del consolidamento (delibera del Comitato Agevolazioni di conferma delle condizioni stabilite da Contratto).

Il contributo a fondo perduto fino al 10% è riconosciuto solo ed esclusivamente alle imprese richiedenti in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti inderogabili:

  • PMI con sede operativa nelle Regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) costituita dal almeno 6 mesi;
  • PMI in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000);
  • PMI a partecipazione giovanile costituita al 60% da giovani under 35 ovvero società di capitali in cui le quote sono detenute per il 60% da giovani under 35;
  • PMI a partecipazione femminile costituita al 60% da donne ovvero società di capitali in cui le quote sono detenute per il 60% da donne;
  • PMI con quota di fatturato export risultante dalle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi pari al 20% sul fatturato totale;
  • PMI innovativa;
  • Impresa – anche non PMI – con interessi diretti nei Balcani Occidentali (Serbia, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Albania, Montenegro, Macedonia del Nord) sotto forma di importazioni ed esportazioni, attestate da asseverazione rilasciata secondo le modalità previste dal format “Asseverazione esportazioni e/o importazioni nei Balcani Occidentali”;
  • Impresa – anche non PMI – con unità locale o sede operativa localizzata nei territori colpiti dagli eventi alluvionali verificativi a partire dal 1° maggio 2023;
  • Impresa – anche non PMI – in possesso di certificazioni ambientali/di sostenibilità (ISO 45001, ISO 14001, SA8000).

Con particolare riferimento a quest’ultimo caso, entro la data della prima erogazione, i soggetti sono tenuti a fornire evidenza di (i) aver emesso una Sustainable Procurement Policy (SPP), (ii) dell’adesione di almeno 5 fornitori – con contratti aventi più di 1 anno dalla stipula della domanda – a uno o più principi ESG contenuti nella SPP, (iii) processo di implementazione, (iv) piani correttivi in caso di eventuale non conformità dei fornitori, (v) strumenti e modalità di monitoraggio dei fornitori.

Fatta eccezione le imprese che rientrano nelle prime due classi di scoring, le imprese con interessi nei Balcani Occidentali e le PMI innovative, tutti gli altri beneficiari sono tenuti a garantire una quota minima del finanziamento compresa tra il 10% e il 40%.

Dal 25 marzo 2025 al 31 dicembre 2026 le imprese energivore o che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico possono richiedere un co-finanziamento sotto forma di contributo a fondo perduto fino al 20% dell’importo dell’intervento agevolato. Il limite massimo del contributo è fissato al minor valore tra 200.000 euro e il limite del plafond de Minimis disponibile.

Quali sono i progetti ammissibili?

L’intervento agevolativo sostiene la realizzazione di investimenti per l’innovazione digitale e/o per la transizione ecologica in misura pari al 50% dell’importo deliberato; per la restante parte sono ammessi anche ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale.

Non sono ammissibili le domande per programmi:

  • relativi a operazioni di mero trading commerciale;
  • che non prevedano il transito in Italia di beni oggetto di commercializzazione nel Paese estero;
  • relativi a prodotti interamente realizzati in Paesi extra UE anche se distribuiti con marchio di imprese italiane.

Fermo restando l’importo minimo dei progetti pari a 10.000 euro, l’importo massimo è fissato in 500.000 euro per le microimprese, 2.5 milioni per PMI e PMI innovative e 5 milioni per le altre imprese (in particolare grandi imprese).

Quali sono i costi agevolabili?

L’intervento agevolativo prevede le seguenti classi di costi ammissibili, purché fatturati e pagati successivamente alla data di ricezione del CUP e comunque riferite ad attività svolte nel periodo di realizzazione.

  • Spese per la transizione digitale (anche in Italia)
    • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
    • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
    • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
    • consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager);
    • disaster recovery e business continuity;
    • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali);
    • investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).
  • Spese per transizione ecologica
    • investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.);
    • spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento.
  • Altre spese/investimenti
    • investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia, in conformità ai limiti percentuali della circolare; tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale alle voci immobilizzazioni materiali, immateriali (esclusa la voce “avviamento”) e finanziarie – queste ultime limitatamente agli importi destinati agli incrementi di capitale sociale delle società controllate e/o ai finanziamenti soci a tali controllate – con separata evidenza in nota integrativa oppure asseverati da un soggetto indipendente iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal MEF;
    • spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;
    • spese per consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo per un valore fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato ed entro un limite massimo di 100.000 euro.

Queste ultime, in particolare, sono ammesse anche se l’attività è svolta precedentemente alla presentazione della domanda ma a patto che siano fatturate e pagate all’interno del Periodo di Realizzazione e comunque successivamente alla ricezione del CUP. Il riconoscimento delle spese è subordinato alla preventiva trasmissione a SIMEST del contratto e della dichiarazione di indipendenza del consulente, in fase di presentazione della domanda e/o nelle fasi successive dell’intervento agevolativo.

Il numero di CUP dev’essere obbligatoriamente riportato su tutti i titoli di pagamento e fatture presentati, pena inammissibilità della singola spesa.

Come funziona la procedura di accesso?

Ai fini dell’accesso, l’impresa richiedente deve registrarsi sul Portale di Simest, compilare la domanda in ogni sua parte, con sottoscrizione digitale da parte del Legale rappresentante, allegare i necessari documenti ed effettuare l’invio tramite il medesimo Portale.

 

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